Qual è la differenza tra Tonalità Relative e Tonalità Parallele? Questa è una domanda che mi pongono molte volte a lezione, e c’è da dire che un pò di confusione è normale, poiché anche se i concetti sono collegati e spesso spiegati insieme portano a due risultati completamente diversi.
Tonalità Relative
Quando parliamo di tonalità relative parliamo fondamentalmente di due tonalità che hanno un diverso centro tonale ma che condividono le stesse alterazioni. L’esempio più semplice per comprenderlo sono le tonalità di Do Maggiore e di La Minore. Queste due tonalità infatti hanno un diverso centro tonale (la nota su cui nasce il primo grado della tonalità), ma condividono le stesse alterazioni, o assenza di queste ultime come in questo caso. Per spiegarla in modo più semplice, le scale da cui vengono generate queste due tonalità sono composte dalle stesse note, ovvero le sole note naturali.


Queste due tonalità avranno quindi gli stessi accordi, ma partendo da un diverso centro tonale saranno distribuiti in una diversa armonizzazione.
| Grado | I | IIm | IIIm | IV | V | VI | VII° |
| Accordo | C | Dm | Em | F | G | Am | B° |
| Grado | Im | II° | bIII | IVm | Vm | bVI | bVII |
| Accordo | Am | B° | C | Dm | Em | F | G |
Tonalità Parallele
Viceversa quando parliamo di tonalità parallele parliamo di due tonalità che hanno lo stesso centro tonale ma alterazioni diverse. Un esempio? La tonalità di Do maggiore e quella di Do Minore sono tonalità parallele, proprio perché condividono lo stesso centro tonale (ovvero la nota Do su cui nasce il primo grado) ma hanno alterazioni diverse: la tonalità di Do Maggiore sarà infatti priva di alterazioni, composta quindi dalle sole note naturali, mentre la tonalità di Do Minore avrà tre bemolle in chiave.


Queste due tonalità avranno quindi lo stesso centro tonale, ma una armonizzazione e dei gradi completamente diversi.
| Grado | I | IIm | IIIm | IV | V | VI | VII° |
| Accordo | C | Dm | Em | F | G | Am | B° |
| Grado | Im | II° | bIII | IVm | Vm | bVI | bVII |
| Accordo | Cm | D° | Eb | Fm | Gm | Ab | Bb |
Comprendere la differenza tra questi due concetti è fondamentale per applicare alcuni concetti molto utilizzati nella musica moderna come la modulazione alle tonalità vicine e l’interscambio modale tra tonalità parallele.
Spero di avervi dato degli spunti per comprendere e approfondire molte delle dinamiche che regolano i brani che ascoltiamo.
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Alla prossima lezione, Andrea.




Grazie, molto interessante
Grazie a te!
Avrei una domanda, esempio: nella Canzone di Marinella di De Andrè, che parte in tonalità di LA minore, a un certo punto nella prima strofa quando dice “tu lo seguisti senza una ragione” sulla parola ” SENZA ” C’è un accordo di LA7 di dominante (in pratica il passaggio è LA minore/LA7/ RE minore), che gli fa da passaggio all’accordo di RE minore, il quesito è : si può dire che questo accordo di LA 7 in questo caso è preso in prestito dalla tonalità di RE maggiore ? essendo il LA 7 ANCHE accordo di quinto grado dominante di RE maggiore
Ciao Marco! In quel caso si tratta di una dominante secondaria… A7 risolve su Dm. Ma non è preso in prestito da Re maggiore, se dovessi suonarci una scala ci suonerei La Misolidio b6. Sembra complesso ma è un meccanismo abbastanza semplice in realtà, ti basta prendere il modo che origina su quel grado e modificarlo in base alle informazioni presenti nella siglatura dell’accordo.