
Chi sono
Quando qualcuno mi chiede “che lavoro fai?”, non so mai bene cosa rispondere.
La risposta corta sarebbe: musicista.
Quella un po’ più precisa: bassista, insegnante, autore di contenuti e divulgatore musicale.
Quella davvero corretta probabilmente è: una persona che passa la maggior parte del tempo a parlare, studiare, insegnare o pensare alla musica.
Con tutte le conseguenze del caso.
Ho iniziato a studiare basso elettrico relativamente tardi, a 17 anni. E forse proprio per questo ho sempre vissuto lo studio della musica con una specie di fame costante. Volevo capire come funzionassero davvero le cose. Non solo imparare esercizi o accumulare nozioni, ma capire perché certi musicisti riuscissero a suonare tre note facendo sembrare tutto enorme.
Negli anni mi sono diplomato all’Accademia Lizard di Fiesole con lode e menzione speciale, ho studiato con grandi musicisti, suonato live in giro per l’Italia, registrato, insegnato, scritto articoli, realizzato corsi e passato una quantità probabilmente poco sana di ore tra strumenti, amplificatori, DAW, salette prova e home studio.
Ma la verità è che una delle cose che mi ha insegnato di più è stata la didattica.
Perché insegnare musica ti costringe a fare una cosa difficilissima:
essere chiaro.
E più passavano gli anni, più mi rendevo conto che tantissimi musicisti non avevano bisogno di “più informazioni”, ma di informazioni spiegate meglio. In modo più pratico. Più musicale. Più reale.
Probabilmente è anche per questo che ho iniziato a creare contenuti online.
Video, articoli, newsletter, corsi, approfondimenti: tutto nasce dalla stessa idea. Cercare di spiegare la musica senza renderla inutilmente complicata.
Credo tantissimo nella tecnica, nella teoria e nello studio serio. Ma credo anche che tutta quella roba debba servire a fare musica migliore, non a vincere una gara di nozioni.
Mi interessa molto di più un musicista che sa creare groove, accompagnare bene una band o emozionare qualcuno… rispetto a uno che sa suonare 400 note al secondo senza dire niente.
Nel corso degli anni ho collaborato con scuole, musicisti e progetti didattici, tenuto masterclass e lavorato sia dal vivo che in studio. Ho fondato insieme a colleghi il Live Music Camp, collaborato alla realizzazione di corsi e contenuti didattici, e continuo ancora oggi a lavorare ogni giorno tra insegnamento, produzione di contenuti e attività musicale.
Nel frattempo continuo a studiare. Perché credo che una delle cose più pericolose per un musicista sia pensare di “essere arrivato”.
E poi diciamolo: comprare un nuovo pedale “per esigenze sonore” è ancora una scusa a cui faccio fatica a resistere.
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