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A un certo punto del nostro percorso musicale, succede a molti di noi: cominciamo a guardare oltre il nostro strumento principale. Magari per curiosità, magari per necessità creativa, magari per una sorta di noia latente. Fatto sta che ci viene voglia di esplorare un secondo strumento.

È un desiderio sano. Stimolante. Che può aprire porte inaspettate, farci crescere come musicisti, arricchire il nostro suono e, spesso, rimettere in moto l’entusiasmo.

In questo articolo voglio aiutarti a capire come scegliere il secondo strumento più adatto a te, in base al tuo background, ai tuoi obiettivi e al modo in cui vivi la musica.

🎯 Perché suonare un secondo strumento?

Partiamo da qui: che senso ha aggiungere un altro strumento?

  • Per crescere musicalmente: imparare un nuovo strumento ti costringe a pensare diversamente. È un ottimo modo per ampliare la propria visione della musica.
  • Per migliorare nel tuo strumento principale: paradossalmente, suonare altro può farti capire meglio cosa ti manca e cosa puoi portare di nuovo nel tuo approccio attuale.
  • Per comporre e arrangiare meglio: se scrivi musica, avere più di un punto di vista strumentale è una risorsa enorme.
  • Per lavorare di più: in contesti professionali, essere polistrumentisti (anche solo a livello funzionale) è spesso un vantaggio.
  • Per divertimento o sfida personale: ed è una motivazione assolutamente legittima.

🧭 Come scegliere? I criteri fondamentali

Non esiste una risposta universale. Ma ci sono alcune domande che puoi farti per orientarti.

1. Cosa ti manca?

Se sei un batterista, potresti voler approfondire l’armonia. Se sei un pianista, magari ti incuriosisce il concetto di groove. Se sei un cantante, potresti voler capire meglio la costruzione degli accordi o il ruolo del basso. Parti da lì.

2. Vuoi completarti o stravolgerti?

Puoi scegliere uno strumento complementare (che rafforza quello che già fai), oppure uno opposto (che ti sfida e ti mette a confronto con una logica diversa). Entrambe le opzioni hanno valore.

3. Quanto tempo hai?

Imparare un nuovo strumento richiede tempo. Ma non devi per forza diventare virtuoso: anche solo padroneggiarne le basi può fare una differenza enorme. Scegli qualcosa che puoi inserire nella tua routine con realismo.

4. Esamina le tue necessità

Band, home studio, live loop, scrittura da camera, colonne sonore… ogni contesto può portarti verso scelte diverse. Un chitarrista che produce con una DAW potrebbe aver bisogno di una tastiera MIDI; un cantante potrebbe voler usare la chitarra per scrivere meglio.

🎼 Alcuni esempi di secondi strumenti (a seconda del tuo punto di partenza)

Se sei un cantante

  • Chitarra o pianoforte per accompagnarti, comporre e capire l’armonia
  • Percussioni per sviluppare timing e groove
  • Basso per comprendere meglio la relazione voce-armonia-fondamentale

Se sei un chitarrista o bassista

  • Pianoforte per espandere la visione armonica e compositiva
  • Batteria o pad elettronici per lavorare sul timing e l’interplay
  • Voce per allenare l’intonazione e il fraseggio
  • Strumenti a fiato per lavorare sul respiro e sulla costruzione melodica

Se sei un pianista o tastierista

  • Chitarra per pensare in verticale e uscire dal ragionamento “a blocchi”
  • Voce per l’espressività e l’orecchio
  • Strumenti ritmici per uscire dalla testa e entrare nel corpo

Se sei un batterista o percussionista

  • Basso o pianoforte per esplorare l’armonia
  • Chitarra per scrivere musica o arrangiare
  • Voce per l’intonazione e la costruzione melodica

⚠️ Attenzione a questi errori comuni

❌ Fare una scelta solo per moda

Se vedi tutti su Instagram suonare l’handpan o l’ukulele, non significa che sia la scelta giusta per te. Vai oltre le tendenze.

❌ Pensare che basti provarlo

Un secondo strumento richiede tempo, costanza e una nuova dose di umiltà. Se cerchi risultati rapidi senza impegno, rischi solo frustrazione.

❌ Lasciare indietro il primo strumento

Il secondo strumento dovrebbe arricchire il tuo percorso, non sostituirlo. Il rischio è di iniziare mille cose e non approfondirne nessuna.

✍️ La mia esperienza personale

Ho sempre suonato il basso elettrico come primo strumento. L’ho sempre amato e non ho mai trovato uno strumento che mi desse più soddisfazione suonandolo.

Ma… mi sono sempre considerato un musicista prima che un bassista, quindi ho sempre cercato un dialogo con altri strumenti.

🎸 Chitarra

La chitarra è sempre stata il mio secondo strumento, mi piace particolarmente e l’ho studiata per anni finendo anche per insegnarla.

È tuttora uno strumento che adoro, che suono e insegno con passione, e che mi ha insegnato a comunicare con i chitarristi in contesto lavorativo (cosa importantissima).

Ma, diciamolo, alla fine chitarra e basso elettrico sono strumenti estremamente simili tecnicamente. Non è assolutamente un difetto, ma al netto di questo devo dire che c’è uno strumento che mi ha insegnato molto di più…

🎺 Tromba

Ho studiato la tromba per qualche anno, ed è stata un’esperienza che ha aperto moltissimo la mia visione della musica e dell’insegnamento.

Oltre a essere uno degli strumenti più complessi mai provati, vedere l’approccio che i trombettisti utilizzano per studiare ha cambiato completamente il mio modo di studiare e insegnare il basso elettrico.

Ammettiamolo: i nostri strumenti sono semplici…

Emettere una nota con il basso elettrico, la chitarra o il pianoforte richiede uno sforzo minimo. Sono strumenti che suonano da soli.

Che poi per arrivare a suonare la nota giusta al momento giusto ci vogliano anni di studio è un altro discorso, ma quello vale per tutti gli strumenti in egual modo.

Gli strumenti a fiato invece vivono una difficoltà di emissione e di visione delle note che cambia completamente il rapporto del musicista con lo strumento e con la musica tutta.

Il metodo cui gli strumenti a fiato lavorano sul suono fin dall’inizio è una componente a cui noi manca, e che io ho voluto introdurre nello studio del mio strumento e conseguentemente anche nella mia didattica.

Insomma, è uno strumento che mi ha dato veramente tanto…

🎹 🥁 Pianoforte e Batteria

Non posso dire assolutamente di saperli suonare. Li conosco in modo superficiale e non li ho mai approfonditi, ma un piccolo approccio (anche quotidiano) con questi due mondi lo cerco quotidianamente.

E questo mi è stato estremamente utile nel mio lavoro, in cui devo interfacciarmi con moltissimi musicisti diversi.

Live, produzione, didattica… Il nostro lavoro è un mondo estremamente complesso in cui si parla la stessa lingua ma con inflessioni diverse. Sapersi interfacciare con musicisti che suonano uno strumento diverso dal nostro è essenziale, oltre che estremamente divertente!

E tu quale strumento suoni o vuoi cominciare a suonare? Fammelo sapere nei commenti o anche scrivendomi via email, leggo sempre volentieri i vostri feedback!

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Andrea

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